Da Monterosso al Mare a Levanto, 6° parte.

“….. Siamo entrati dentro quella che era la chiesetta, siamo rivolti ad est per vedere l’abside, la struttura di un tempo sembra conservare ancora una parte della sua essenza, come se quella spiritualità non fosse mai scomparsa del tutto. Storia e leggende s’intrecciano in questo sito storico, e noi siamo i muti osservatori di un tempo avvolto fra distanze di memorie, e misteri mai paghi della loro verità.

Mi allontano percorrendo distanze che sembrano non avere riferimenti, la campagna col suo profumo di primavera mi avvolge, sono un turista assetato di bellezza, un forestiero avvolto di parole che ascolta il vento del suo passato per descrivere la sua gioia.

Prospettive, giochi di luce, tutto è in divenire, cosa sono gli anni? Solo numeri che scorrono su calendari d’immagini, affreschi di cortesia adagiati su specchi d’illusioni. Ascolto la mia solitudine e trovo la mia felicità. Un tempo cercavo utopie, pensavo che la vera gioia fosse distante, nascosta in quei sogni irrealizzabili che si fanno da bambini.

Poi con gli anni ho scoperto molte cose, ho trovato quelle emozioni che forse non erano mai scomparse in me, ma che ora vedevo con una luce nuova. La relatività ci porta a vedere cose nuove in ogni angolo del mondo, i viaggi aumentano nella misura in cui li facciamo prima di tutto dentro noi stessi. Mi trovavo all’interno di un vecchio edificio abbandonato sempre sul Mesco, la vista correva oltre quelle finestre eternamente aperte, il vento scorreva all’interno, sapeva di salsedine, di macchia mediterranea, di primavera.

Oltre quelle finestre si estendeva l’infinito del mare, il contrasto acceso del cielo, della mia Liguria. Potevo essere ovunque in quel momento, mi bastava chiudere gli occhi e vedere paesaggi nuovi, una musica di sottofondo ed ecco un nuovo percorso, montagne, vallate infinite, luoghi della Terra che magari non visiterò mai di persona, ma nei quali posso rifugiarmi in  ogni momento.

Quando faccio lunghe camminate nella natura mi sento davvero bene, non so come sarebbe stata la mia vita se in gioventù avessi intrapreso altre strade, se avessi conosciuto persone diverse, ma so per certo che ora attraverso un periodo di perenne felicità, sono in pace con me stesso, mi emoziono moltissimo, spesso ascolto un brano e mi lascio coinvolgere così tanto che mi commuovo. Vedo poesia in ogni immagine che scatto, trovo parole in ogni minuto che vivo.

Ci sono sentieri che sembrano infiniti, spazi dove la mente non ha confini. La solitudine può essere davvero bella se la viviamo nella consapevolezza del nostro cammino, se rimaniamo i sognatori di un tempo, se scriviamo il romanzo della nostra vita ogni giorno dell’anno. Da sempre amo scrivere, forse non avrò mai molti lettori, ma la mia speranza è che chi mi legge lo faccia con l’anima, col cuore. Voglio trasmettere molto, e nell’umiltà del mio esistere, insegnare che si può essere colmi di gioia per la ricchezza interiore che ognuno porta con se.

Oggi 11 giugno è il mio compleanno, e voi siete tutti con me, a festeggiare, a viaggiare, ad emozionarvi. Ogni sorriso che sarò riuscito a strappare ad ognuno di voi sarà per me un dono da portare con me verso la scalata del mio radioso cammino.

Il viaggio continua, vi aspetto con l’entusiasmo di sempre…… ” 

 

 

6 pensieri riguardo “Da Monterosso al Mare a Levanto, 6° parte.

    1. grazie mille amica, sì è bello trovare un nuovo modo di amare la vita, non sempre stare soli è un motivo di depressione, anzi in molti casi è un vero toccasana. Mi fa piacere che le foto siano state di tuo gradimento, in futuro vedrai altre immagini dal sapore storico, ogni tanto nei miei viaggi mi soffermo a fotografare reperti 😉

    1. grazie mille, è sempre con rinnovato piacere che vi porto con me attraverso le fotografie dei miei viaggi e le descrizioni di ciò che ho visto e sentito.😉

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