Il Presepe di Pentema, 13° parte…

“… Chissà che umidità e che freddo in quelle case durante questi mesi invernali, quando fuori la neve era cosa normale e le vecchie mura trasudavano acqua dalle varie fessure.

 

L’allegria dei bambini scaldava l’atmosfera, i loro pianti, ma anche i loro primi passi, le loro prime parole, erano le forme di gioia più limpide che potevano nascere fra quelle spesse mura.

 

Ecco un vecchio specchio dell’epoca, oggi abbiamo specchi che coprono armadi interi, un tempo questi erano già considerati dei mega specchi. Chissà  come si vedevano belle le donne di allora, quando la semplicità era la loro arma vincente.

 

Ecco una vecchia macchina da cucire a pedale, mia madre quando ero piccolo ne aveva una uguale, oggi usa quelle elettroniche, ma spesso mi ripete come un tempo con quelle macchine tutto fosse persino più facile.

 

Ed ora ammirate questo bel quadretto famigliare, la finestrella dove guardar scendere la neve, e il tepore della famiglia radunata in cucina. Sembra di essere lì, con loro, ad ascoltare le varie storie del borgo.

 

Oggi viviamo bene nelle nostre città, abbiamo ogni confort, non ci manca nulla, eppure ogni tanto è bello riflettere sul nostro passato, sul cammino che hanno fatto le generazioni che ci hanno preceduto, fra guerre, povertà, fatiche, e voglia di vivere.

 

Domani si prosegue per altri spazi, torneremo in esterni, buon martedì 15 gennaio a tutti, grazie delle vostre graditissime visite…” 😉

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